La banda ultra larga in Italia sembra essere un traguardo sempre più lontano. Secondo un recente studio, il ritardo maturato dall’Italia nel corso degli ultimi anni non solo non consentirà di raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020 ma amplificherà ancora di più le distanze rispetto alle altre nazioni europee. Questo vuol dire che la velocità di connessione in Italia non subirà nell’immediato alcuna variazione e probabilmente continueremo ad usare ancora per molto tempo la vecchia connessione e la chiavetta internet per navigare fuori casa.

Nonostante i 6 miliardi di fondi pubblici che il governo intende stanziare per portare la banda ultra larga in Italia, e il grande impegno manifestato di recente dai grandi operatori della telefonia, la strada verso la fibra ottica sembra nascondere ancora molte insidie. La mancanza di un’adeguata struttura di supporto e gli scarsi investimenti da parte di Telecom, già messa a dura prova dai debiti, collocavano l’Italia già nel 2014 tra le ultime posizioni in Europa per la copertura della banda ultra larga.

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Banda ultra larga in Italia: ecco la situazione

Secondo un recente studio realizzato da Analysis Mason, uno dei più noti osservatori specializzati banda larga, il grado di sviluppo di questa nuova tecnologia non sarebbe affatto omogeneo e mostrerebbe un clamoroso ritardo soprattutto in Italia. Il Regno Unito, la Germania e la Spagna sembrano ormai ad un passo dall’obiettivo, mentre per l’Italia il divario si fa sempre più grande e molti sono ormai convinti che sarà quasi impossibile estendere la banda ultra larga in Italia al 50-85% della popolazione. Gli italiani dovranno quindi pazientare e aspettare chissà quanto primo che i 100 Megabit, garantiti dalla fibra ottica, bussino alla porta delle loro case.

Quali saranno le prospettive future?

Oltre a definire la situazione attuale, il rapporto di Analys Mason prova anche a stimare la situazione per i prossimi anni, quando sarà ormai completa l’attuazione dei diversi piani per la programmazione settennale dei fondi strutturali europei. Anche in prospettiva futura la situazione italiana non sembra migliorare, anzi il 35% di copertura stimato da ricercatori entro la fine 2014 è stato in realtà raggiunto solo lo scorso mese di giugno.

I ricercatori sono certi che l’Italia non riuscirà nei prossimi anni ad allinearsi agli standard europei che invece continuano a crescere, con il Regno Unito in netto vantaggio e ormai prossimo alla copertura del 90% della popolazione entro il 2015. Le stime sulla banda larga in Italia prevedono una copertura del 50-60% nel 2016 e dell’80% nel 2020. A consolare l’Italia ci sarà però anche la Francia, la cui situazione non si discosta poi tanto da quella italiana.

Perché la banda larga in Italia non decolla?

Oltre alla ormai nota “incapacità dell’Italia di rispettare gli obiettivi”, il report stila anche una lista dei fattori che hanno contribuito a rallentare lo sviluppo del progetto. Oltre alla mancanza di risorse, al momento solo 4.3 miliardi rispetto ai 6 previsti, si sommano anche problemi nella pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione della rete.

In Governo ha già parlato di una maggiore pressione sugli investimenti tra il 2017 e 2020, ma anche in questo caso il ritardo continuerebbe a persistere e ad aumentare. L’altra questione riguarda invece l’ingresso della fibra ottica nelle case. Le infrastrutture necessarie sono troppe costose e i fondi pubblici non riescono a sostenere le spese. A questo si aggiunge anche l’incognita della domanda di mercato, ancora limitata e quindi non in grado di giustificare l’investimento.