La dipendenza da internet esiste davvero e non è solo un modo di dire. Si tratta di una patologia, con la propria costellazione di sintomi, che produce effetti tangibili e significativi sulla vita di chi ne è affetto. È l’altra faccia del progresso, quello che, sotto la bandiera del digitale, dei social e della sharing economy, mostra anche il suo lato più tetro e presenta il conto in termini di disagio sociale. In senso più ampio, moltissimi di noi possono definirsi affetti dalla dipendenza da internet; perennemente online, condividiamo, ricerchiamo, ci informiamo attraverso il bit ed esigiamo efficienza e velocità. E sempre la rete ci aiuta a scegliere i servizi migliori, consentendoci di porre i vari servizi ADSL del settore a confronto, per scegliere l’operatore in grado di garantire l’incontro perfetto tra spesa e qualità del servizio.

Dipendenza da internet: riconoscerla come patologia

 Così, navigando, siamo in grado di reperire tutto ciò di cui necessitiamo. E siamo immersi in una pluralità di connessioni, la rete 4G dello smartphone, il Wi-Fi nei locali pubblici, la linea fissa a casa selezionata dopo esserci informati su Alice e i suoi prodotti, quelli di Fastweb, Telecom o Infostrada, ecc. È una forma di dipendenza. Velata. E poi c’è quella cronicizzata, socialmente invalidante, che affligge un numero crescente di utenti e su cui occorre intervenire, a patto che si sia in grado di riconoscerla.

I sintomi

 Ogni soggetto elabora in maniera specifica il proprio quadro clinico di dipendenza da internet, tuttavia è possibile delineare elementi più o meno ricorrenti. Il primo campanello d’allarme è dato da una sensazione di ansia e disagio generati dall’impossibilità di accedere alla rete. Altri comportamenti tipici sono un continuo sforzo impiegato per non accendere il pc o collegarsi tramite smartphone, sforzi che risultano vani.

Spesso, chi è afflitto da una dipendenza tende a sottostimare il numero di ore passate online e mente riguardo al tempo trascorso davanti al computer. Gli effetti più preoccupanti riguardano la socialità dei soggetti, i quali spesso trascurano le proprie relazioni personali e diminuiscono in modo preoccupante le attività trascorse fuori casa.

Come uscirne

 Prima di tutto, occorre specificare che la scelta migliore consiste nel rivolgersi a uno psicoterapeuta, con il quale intraprendere un percorso di terapia di tipo cognitivo-comportamentale. Detto ciò, vi sono comportamenti e approcci utilizzabili per combattere la dipendenza e il malessere che ne scaturisce. Le ore trascorse in rete devono essere limitate in modo graduale e sostituite con attività di diverso tipo, recuperando vecchie passioni, hobby trascurati, riscoprendo il gusto della socialità e delle relazioni. Il ricorso a psicofarmaci raramente può essere d’aiuto, salvo l’insorgere di uno stato di depressione.