In una società sempre più digitale è ormai imprescindibile poter godere di una connessione internet rapida ed efficiente con la quale operare, motivo per cui sempre più utenti provano a comparare le tariffe adsl più vantaggiose per individuare il servizio in grado di rispondere adeguatamente alle loro esigenze.

Spesso e volentieri, però, anche se ci si impegna nel mettere i prodotti Vodafone Casa a confronto con l'offerta Telecom o di altre compagnie per usufruire di una linea veloce, le attese vengono disilluse dalle carenze infrastrutturale che ancora minano la buona riuscita dei propositi di sviluppo digitale nel nostro Paese.

Per prevenire l'ennesimo fallimento e potenziare lo sviluppo della cosiddetta banda ultra larga, l'Antitrust e e l'Agcom hanno quindi ritenuto auspicabile un intervento dello Stato volto a coprire le spese alle quali gli investimenti privati non sono in grado di corrispondere.

L'opinione delle due Autorità è che il sostegno economico del Governo potrebbe fare la differenza sotto diversi aspetti, spaziando dalla costituzione di un operatore di rete puro a un investimento misto pubblico-privato, alla joint venture tra operatori privati, sino agli incentivi fiscali. Il tutto fermo restando la disponibilità degli operatori a collaborare.

La causa scatenante, che ha portato Antirust e Autorità Garante delle Comunicazioni ad una simile esternazione, è da individuare nel fatto che la realizzazione di reti fisse a banda ultra larga in fibra ottica comporta un rinnovamento radicale delle infrastrutture, le quali, benché decisamente arretrate, celano delle potenzialità di sviluppo notevoli.

La proposta è quindi quella di stimolare la concorrenza degli operatori e spingere la domanda, attualmente molto bassa, voucher, sovvenzioni, benefici fiscali per famiglie e imprese che vogliano dotarsi di una connettività a banda ultra larga.

Il punto sta soprattutto nel tutelare la concorrenza ad intervenire a fronte di quello che, a detta delle due authority, è da considerarsi un fallimento del mercato.

Infatti, stando all'andamento attuale, guidato dall'azione degli operatori che sinora hanno realizzato reti (come Telecom Italia o Fastweb), entro il 2016 si arriverà ad una copertura nazionale del 50%, ma un'effettiva concorrenza si realizzerà solo nei confronti del 25% della popolazione.

Tali risultati, per quanto incoraggianti, costituiscono un traguardo poco soddisfacente ai fini del raggiungimento degli obiettivi indicati nell'Agenda digitale europea, motivo per cui un sostegno da parte del Governo diverrà sempre più desiderabile, se non necessario, per ribaltare le sorti della rete in Italia.