Il web è diventato parte integrante delle nostre vite da ormai molto tempo, incentivato da condizioni di diversa natura: la possibilità di trovare tariffe adsl sempre più economiche, una profusione di dispositivi con cui accedere alla rete, l'informatizzazione di molti servizi volti a velocizzare e semplificare le nostre azioni e tanto altro.

Basti solo vedere l'importanza assunta anche dai telefoni cellulari, e le soluzioni per navigare in internet, fulcro del'interconnettività tra le persone e veicoli di un'intensa e prolifica attività online.

A fronte di tutto ciò, il problema di una regolamentazione del web e della tutela dei dati immessi dagli utenti si è fatto ancor più pressante, evidenziando una decisa carenza all'interno della legislazione italiana.

A questo proposito, un passo decisivo è stato compiuto alla Camera dove, lo scorso lunedì, è stato indetto il convegno «Verso una Costituzione per Internet?».

Il convegno è parte di un insieme più ampio di azioni volte a regolamentare il web: l'8 aprile una sentenza della Corte di Giustizia ha annullato la direttiva Ue sulla conservazione dei dati e una sentenza successiva nei confronti di Google si è espressa in tema di diritto all'oblio per il web.

Fulcro dell'incontro, cui hanno preso parte il presidente Laura Boldrini, il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Garante della Privacy Antonello Soro, è l'idea che l'Unione Europea dovrebbe muoversi verso la creazione di una "Internet Constitution", un documento che sancisce e tutela i diritti fondamentali dell'utente sul web.

Al convegno hanno preso parte anche esperti autorevoli come Jan Philipp Albrecht, relatore del Parlamento europeo sul progetto di Regolamento sulla protezione dei dati, e Alessandro Molon, relatore brasiliano del "Marco Civil" per i diritti digitali, con lo scopo di esaminare le evoluzioni della giurisprudenza e legislazione europea in materia di protezione dei dati, anche alla luce delle esperienze di paesi terzi come Brasile e Stati Uniti e organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite.

Il Parlamento europeo a sua volta ha già approvato un nuovo regolamento in tema di protezione dei dati personali: il testo è attualmente all'esame del Consiglio che dovrà sbrogliare gli ultimi nodi prima della seconda lettura del nuovo Parlamento.

È indubbio che, se adottato, il nuovo regolamento avrà un impatto enorme, influenzando inevitabilmente il modo in cui saranno disciplinate la libertà di espressione, la proprietà intellettuale, la protezione dei dati e la sicurezza delle persone sulla rete.

Inoltre, tema centrale durante la presidenza italiana del Consiglio saràl'approvazione o menodel testo del Parlamento europeo sulla Net Neutrality, la neutralità della Rete .