La raccolta di informazioni rappresenta il primo scopo della rete, tant'è che la quantità di utenti del web che si informano su uno specifico tema o sulla cronaca nazionale su blog o giornali online è in continua crescita. Impossibile quindi prescindere da un'offerta di Infostrada, Vodafone Casa, Fastweb, ecc. che ci consenta di navigare illimitatamente almeno da casa.

Quando invece non siamo a casa o in ufficio, saranno gli smartphone, i tablet o la chiavetta internet inclusa nel piano tariffario a permetterci la connessione internet in mobilità. In questo modo la raccolta di informazioni e notizie, insime alla lettura digitale dei giornali online potrà proseguire in ogni luogo.

Qualche anno fa erano i siti dei giornali online, in particolare quelli con un'ampia diffusione anche della versione cartacea, a raccogliere il grosso degli utenti del web in cerca di notizie fresche; oggi la situazione è mutata e molti sfruttano anche altre piattaforme di news per l'aggioranemento quotidiano di notizie.

Secondo una ricerca di com.Score ben due terzi (66,6%) degli adulti americani, circa 161 milioni di persone, visitano come utenti unici i siti dei giornali online; una percentuale che è cresciuta del 19% rispetto all'anno scorso. Tuttavia, secondo invece quanto segnala Alan D. Mutter sul suo blog Reflection of a Newsosaur, il tempo dedicato alle lettura dei giornali online sarebbe in media soltanto di 1,1 minuti al giorno.

Questo dato pone l'impegno degli utenti per la lettura dei giornali online ben al di sotto del tempo trascorso su altre piattaforme digitali come i social network, a cui gli utenti web americani dedicano circa 33 minuti al giorno. Anche i siti di previsioni meteo superano i giornali online, attestandosi a 1,5 minuti al giorno.

Il grado di coinvolgimento e di permanenza sui siti dei giornali online è più debole anche rispetto a quello proposto da altri siti di informazione: Yahoo News, NBC News, BuzzFeed e CNN, ad esempio, hanno un tempo medio di permanenza di 3,8 minuti al giorno. È anche vero che moltissimi contenuti giornalistici, ripresi dalle testate online, vengono consumati su portali come Google News e altri servizi di aggregazione. Sfortunatamente però la popolarità di questi articoli non è remunerativa per gli editori.