Ad oggi, con la possibilità di trovare le offerte adsl più convenienti, il mondo di internet è sempre più accessibile nel nostro paese. La percentuale maggiore di utenze è giovane e sa navigare tranquillamente nel mondo del web essendoci cresciuta di pari passo.

Gli operatori in questo campo sono sempre più agguerriti, e confrontando le offerte di Alice con quelle di Teletu, Vodafone e Linkem e così via, si possono trovare le più vantaggiose e adatte alle proprie esigenze. Di conseguenza, la connessione ad internet è sempre di diffusa ed è semplice accedere ai vari social network, da Facebook a Twitter, fino a LinkedIn. Ogni volta che ci connette ad internet, però, si offre al mondo parte della propriaprivacy.

È questo l'argomento dell'indagine di "Security of the Digital Natives" realizzata dal Tech and Law Center e dalla cattedra di Informatica Giuridica dell'Università di Milano - Bicocca, e presentata lo scorso 17 maggio, nel corso del talk "la sicurezza informatica vista dai nativi digitali.

L'indagine, che ha coinvolto venti università italiane mostra che la maggior parte dei ventenni usa i social network, ma sono anche i meno attenti alla propria privacy: il 40% per cento non utilizza un pin di protezione per il proprio cellulare o usa esattamente la stessa password per molte app e servizi, non effettua il log out dalle app e circa il 20% non effettua una cancellazione sicura dei dati e nel 615 dei casi non lo ritengono un motivo di preoccupazione.

Nello studio sono stati coinvolti 1012 studenti nativi digitali di 20 università italiane. Tale studio ha indagato sul livello di consapevolezza e percezione della sicurezza informatica da parte dei ragazzi, ponendo maggiore attenzione all'uso dei dispositivi mobili.

I risultati evidenziano che il 75% utilizza tutti i giorni smartphone per navigare in rete, l'85% invece utilizza Skype o Whatsapp (i cosiddetti instantmessaging) e che solo il 25% utilizzi il proprio dispositivo per giocare online o per l'utilizzo di altre app.

Al contrario di quanto credono, gli studenti hanno una errata conoscenza e consapevolezza dei rischi legati ai loro comportamenti. Basti solo pensare che all'inizio del questionario l'82% degli studenti ritiene che le proprie conoscenze sono quantomeno discrete, mentre al termine del questionario, al rispondere alla stessa domanda, la percentuale è scesa al 66%.

La mancanza di consapevolezza dei giovani e dell'attenzione all'informazione riguardante la propria privacy è dovuta alla visione di quest'ultima come un ostacolo per l'utilizzo del dispositivo e non come un requisito importante per tutelarsi.