La connessione ad internet, ormai, è entrata in tutte le case e sono pochissimi coloro che riescono a farne a meno. Il merito, ovviamente, è anche della vasta possibilità di scelta tra le diverse offerte degli operatori: trovare la connessione adsl più vantaggiosa, infatti, è più semplice grazie alla possibilità di confrontare le tariffe tramite i portali di comparazione online.

Se invece si passa molto tempo fuori casa si può inoltre scegliere tra le migliori offerte con chiavetta internet e così navigare liberamente in mobilità. Qualunque sia il nostro modo di navigare sul web, tuttavia, dobbiamo pensare che, pur apparendo libero e senza freni, questo modo è regolato dalle stesse norme di condotta che regolano il mondo reale.

Sono davvero molti gli utenti che utilizzano la connessione ad internet per vedere film e ascoltare musica gratis, ma spesso illegalmente. Per arginare questo fenomeno, che viola il diritto d'autore, l'Agcom ha stilato un nuovo regolamento, entrato in vigore da lunedì 31 marzo.

La novità più importante del nuovo regolamento è che anche l'Agcom, e non più solo l'autorità giudiziaria, potrà ingiungere ai provider dei servizi di telefonia di rimuovere i contenuti illegali, con un procedimento che durerà solo 35 giorni.

Ma cosa succederà concretamente ora che è entrato in vigore il nuovo regolamento? Secondo l'avvocato Guido Scorza, chi ha le giuste capacità informatiche riuscirà comunque a vedere gratuitamente i film: "Oggi basta digitare su Google il titolo di un film per trovarlo in pochi passaggi, domani sarà più complicato. Verrà scoraggiato l'utente pigro e poco abile con il computer. Sarà un forte disincentivo, ma chi vuole davvero continuerà a farlo".

Il nuovo regolamento Agcom, inoltre, è stato accolto con non poche polemiche ed è già coinvolto in due ricorsi al Tar.

Da una parte c'è il ricorso dell'avvocato Fulvio Sarzana, rappresentante dei provider di Assoprovider, che dichiara: Sono loro i soggetti che dovranno materialmente intervenire per rimuovere i contenuti illegali e non vogliono certo diventare dei cyber sceriffi".

Dall'altra c'è il ricorso dell'avvocato Scorza, che rappresenta delle associazioni come cui Federazione Media digitali indipendenti e l'Associazione nazionale stampa on line e dichiara: "La mia paura è che si rischiano procedimenti sommari anche per quei soggetti che violano il diritto d'autore spesso inconsapevolmente e in buona fede, per fare informazione e critica. Penso al cosiddetto citizen journalism, il giornalismo fatto dai non professionisti. Penso a blogger o testate che usano magari parte di un Tg o spezzoni di un programma per informare e non certo a fini di lucro".

Il punto centrale, che ha scatenato i ricorsi, è il fatto che l'Agcom si sia di fatto sostituita all'autorità giudiziaria.

"Prima chi pensava di aver subito la violazione di un diritto doveva rivolgersi a un avvocato, c'erano delle indagini, e iniziava un processo con tutte le garanzie del caso per entrambe le parti. Per il presunto colpevole c'era la possibilità di fare ricorso, la possibilità di un dibattimento in cui poteva dimostrare le sue ragioni. Era un procedimento lungo e complesso che poteva durare mesi, in alcuni casi anni - spiega Scorza - Ora invece al titolare del copyright basterà compilare online un modulo di segnalazione e inviarlo all'Agcom, con un sistema facile, rapido e poco dispendioso. L'Autorità ordinerà al provider di rimuovere i contenuti illegali e il tutto durerà al massimo 35 giorni. E' vero che il presunto colpevole potrà sempre ricorrere al giudice, ma solo a procedimento concluso".

Anche l'avvocato Sarzana ha i suoi dubbi: "La procedura è completamente informatizzata e tecnologicamente molto avanzata, già usata per i siti di pedofilia dalla Polizia Postale. Il punto è che se si chiude un sito di pedofilia non è un problema per nessuno; ma la violazione del diritto d'autore è un terreno molto più delicato che spesso confina con la libertà d'informazione e critica".

Ma dall'Agcom si assicura che non effettuerà nessuna caccia al ladro e che le indagini saranno svolte secondo le regole del buon senso: Ma bisogna ricordare - sottolinea dall'Autorità il commissario Francesco Posteraro - che lo scopo del nuovo regolamento non è quello di sanzionare e rimuovere, ma ampliare l'area di legalità".

"A chi dice che ci sostituiamo ai giudici ricordo che ci muoviamo sulla base di un decreto legislativo del 2003, che recepisce una direttiva europea - prosegue Posteraro - Il testo dice che sia l'autorità giudiziaria che quella amministrativa con potere di vigilanza possono esigere dal provider un intervento in caso di violazione".

Non ci sostituiamo in alcun modo all'autorità giudiziaria - conclude Posteraro - noi interveniamo solo nei confronti del provider il quale è libero di fare ricorso. Il nostro è un procedimento anzi molto garantista, che offre anche ai soggetti che non sono direttamente coinvolti nella procedura, ossia coloro che ospitano sul loro sito materiale illegale, di intervenire e difendere le proprie ragioni; oppure di adeguarsi spontaneamente".