Rispetto a Telecom, Tiscali o Infostrada, ecc. che ancora propongono offerte ADSL a 20 Mega a prezzi comunque abbastanza elevati, la promozione che il provider internet giapponese J:Com offre ai propri clienti ha, soprattutto per i consumatori italiani, qualcosa di sconvolgente. Cercando l'adsl più veloce in Italia, troviamo alcuni operatori che tramite fibra ottica danno la possibilità teorica di arrivare anche a 100 Mb al secondo.

Si tratta però di una velocità teorica che non può essere garantita, proprio a causa di infrastrutture di connessione internet insufficienti, che in Italia non permettono una copertura ampia con queste velocità di download. Trovare l'adsl più veloce, vorrà dire semplicemente accontentarsi di una connessione a 20 Mb. Il costo inoltre è veramente proibitivo, si rischia veramente di pagare per un servizio che non arriverà mai al cento per cento delle sue possibilità.

In Giappone invece, quello che probabilmente è l'abbonamento broadband più potente del mondo, costa soltanto 44 euro al mese. Il provider J:Com promette una velocità massima di download pari a 160 Mb al secondo. Più che questo annuncio, che potrebbe avere anche una buona dose di slogan pubblicitario, l'aspetto più sconvolgente della notizia è che l'aggiornamento delle cetraline (ad oggi settate per 30 Mb al secondo) costa all'azienda giapponese non più di 20 dollari (14 euro) per appartamento.

Non è assolutamente chiaro come sia possibile questo spropositato aumento delle prestazioni di download a un costo unitario così basso, considerando che il sistema di centraline di cui stiamo parlando è basato su tecnologia HFC (hybrid fiber and coaxial) che di solito ha un costo di implementazione e aggiornamento piuttosto alto.

È anche vero che il Giappone non è l'unica nazione al mondo in cui un Provider offre una simile connessione internet: anche in Olanda sono disponibili servizi avanzati di questo genere, che offrono una velocità di download massima di 120 Mb al secondo o, per altre promozioni di 60 Mb al secondo; tuttavia per questi piani tariffari gli utenti pagano rispettivamente 80 euro e 60 euro al mese.

Staremo quindi a vedere come l'operatore giapponese potrà soddisfare l'offerta stratosferica fatta ai suoi utenti senza tradirne la fiducia; oltrettutto si sa che in Giappone promettere qualcosa senza poi mantenerlo è una fonte di grande disonore che, in tempi più antichi, avrebbe anche potuto portare il colpevole al suicidio.