La domanda di copertura internet non solo fuori casa ma anche nei nostri salotti cresce a dismisura, così come le esigenze di navigazione dei consumatori, abituati ad utilizzare i loro pc per "incontrare" gli amici sui social, vedere film e fare acquisti online: si tratta di un utilizzo sempre più massiccio anche tra gli italiani, che così si impegnano nella ricerca di offerte ADSL convenienti e adatte al loro tipo di consumo.

Quando però le necessità impongono un utilizzo più frequente e maggiori velocità in download e upload, vuoi per svago vuoi per lavoro, nasce l'esigenza di pensare a un tipo di copertura che possa soddisfarci, e che spesso non comprende più l'ADSL. La copertura a fibra ottica, inclusa nelle tariffe di Telecom o di Fastweb, può essere allora una buona soluzione.

Ecco allora che il rapporto sulle infrastrutture del Commissario responsabile dell'Agenda digitale Francesco Caio parla di un forte sviluppo della richiesta di copertura a fibra ottica anche nelle case durante il 2013 dopo dieci anni di stallo e dell'intenzione dei maggiori operatori italiani di approfittare di questo sviluppo della domanda per implementare nuove reti ultra broadband.

Nonostante la copertura a fibra ottica sia cresciuta dal 2012, raggiungendo lo scorso anno il 18% della popolazione, sono pochi i player che stanno insistendo su un 20-30% fino al 2016 e senza puntare più in alto: una delusione, che vedrà quella piccola fetta della popolazione poter scegliere solo tra pochissimi operatori, che fra l'altro possono offrire solo fibra ottica fino agli armadi (Vdsl2) a 30 Megabit circa.

Questo va a collidere con gli obiettivi che la Commissione europea pone agli operatori, che consiste nell'offrire 30 Megabit a tutti e al 50% della popolazione 100 Megabit. Cosa stanno facendo allora gli operatori? Telecom Italia, Vodafone e Fastweb sono gli unici che stanno investendo in questo senso. Vediamo come.

Telecom copre 37 città italiane, pari al 15% della popolazione, offrendogli una rete a fibra ottica (to the cabinet) a 30 Megabit, mentre a Milano possiede una rete (to the home) a 100 Megabit. Una implementazione è prevista però per il futuro da parte del player che intende "allargare" la disponibilità di copertura a fibra ottica al altre 30 città, tra cui Torre del Greco (Na), San Lazzaro di Savena, Castel Maggiore e Castenaso (Bo) dove la copertura riguarderà sia l'area urbana che quella industriale.

Insomma, Il piano 2014-2016 di Telecom prevede investimenti pari a 1,8 miliardi di euro, raggiungendo più di 600 comuni e distretti industriale e una copertura di oltre il 50% della popolazione.

Per quanto riguarda Vodafone, l'operatore vuole coprire entro marzo 2017 ben 6,5 milioni di case, in 150 città, con una propria rete to the cabinet (Vdsl2), usando i propri apparati attivi negli armadi, per un 26% della popolazione, cui si sommerà un 3% da coprire con una propria rete to the home entro dicembre 2016.

Fastweb invece vuole espandere la sua copertura storica in fibra a 100 Megabit già disponibile a Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Bologna e Bari per 2 milioni di famiglie con una rete to the closet su altre 1,6 milioni di abitazioni e imprese.

Una volta terminato questo piano per il 2013-2014, l'operatore si lancerà in una nuova sfida, cercando di renderla disponibile al 20% della popolazione italiana, per investimenti pari a 400 milioni di euro. Nonostante Fastweb renda disponibile una rete di 100 Megabit per tutti, su Vdsl2 la velocità a volte è inferiore, variando a seconda dalla lunghezza del doppino.

Date queste prospettive e le caratteristiche della tecnologia Vdsl2, il rapporto stilato da Caio sostiene che nessun operatore stia riuscendo a fornire un piano nazionale a 100 Megabit: l'unico a proporre una simile copertura sarebbe Metroweb, che però lo faceva su 20 città e il cui sviluppo è stato bloccato dagli investitori. Sarà colpa del boom delle coperture con tecnologia Vdsl2, più economica delle reti in fibra nelle case?