Per la casa aderire ad un'offerta di fonia, magari con l'Adsl inclusa senza limiti, è molto semplice. Questo perché molto spesso sono gli operatori che, per conto dei gestori, telefonicamente contattano le famiglie per aderire alle migliori offerte del momento. Lo scenario cambia invece quando il contratto occorre disdirlo visto che oltre alle lungaggini ci sono dei costi da sostenere.

Trattasi, nello specifico, dei cosiddetti costi di disattivazione che assomigliano in tutto e per tutto alle vecchie penali per recesso abolite per legge. Eppure tutto ciò, rispetto al settore delle telecomunicazioni, non accade nel mercato libero del gas e della luce dove il cliente può decidere di cambiare il fornitore senza dover pagare nulla.

A metterlo in evidenza è la Casa del Consumatore che al riguardo ha lanciato una raccolta di firme affinché questi costi vengano eliminati. Solo in questo modo il mercato delle telecomunicazioni potrà essere concorrenziale visto che i costi di disattivazione, oltre che rappresentare un balzello odioso, frenano la mobilità dei clienti di telefonia e dei servizi di accesso e navigazione alla Rete.

In certi casi i costi di disattivazione, aggirandosi sui cento euro, rendono poco conveniente il cambio di operatore anche in presenza di prezzi proposti più bassi. Secondo la Casa del Consumatore, di conseguenza, il Governo dovrebbe mettere a punto un provvedimento tale da imporre il divieto assoluto di applicazione di costi, di qualsiasi tipo, nel momento in cui il cliente decide di recedere dai servizi attivati.