Il Garante della Privacy è intervenuto pesantemente per fermare il fenomeno della "chiamate mute", pratica utilizzata dalle società di telemarketing per aumentare la redditività dei propri operatori.

Proprio questi ultimi dovranno adottare specifiche misure per ridurre drasticamente il numero di chiamate che "va a vuoto" ovvero telefonate nelle quali, una volta risposto, non si viene messi in contatto con alcun interlocutore, creando disappunto, rabbia e a volte anche ansia in chi riceve la telefonata.

È una pratica utilizzata soprattutto per aumentare la redditività delle chiamate dai call center: infatti, negli ultimi anni, le società di telemarketing si sono dotate di sistemi che effettuano in automatico le chiamate per conto degli operatori, che in molti casi sono in numero inferiore rispetto alle chiamate generate. Se alcun operatore è libero da una precedente chiamata in questo breve lasso di tempo, alla risposta di chi riceve la chiamata non farà seguito, dall'altra parte del cavo, alcuna risposta anche per 10-15 volte di seguito.

Pertanto l'Autorità, per eliminare questa pratica antipatica, ha stabilito 5 regole alle quali dovranno attenersi le società di telemarketing ovvero:

1) i call center dovranno tenere precisa traccia delle chiamate mute che dovranno essere comunque interrotte dopo 3 secondi dalla risposta dell'utente;

2) non potranno verificarsi più di 3 telefonate mute ogni 100 per le quali si è avuta una conversazione più o meno duratura;

3) l'utente non potrà più essere messo in attesa silenziosa o "muta" ma dovranno sentirsi le voci di sottofondo o qualunque rumore, in modo da poter individuare che si tratta di una chiamata fatta da una società e comunque non da un molestatore;

4) l'utente disturbato da una chiamata muta non potrà essere ricontattato per una settimana e al successivo contatto dovrà essere garantita la risposta dell'operatore;

5) i call center dovranno conservare per due anni i report statistici delle chiamate mute per eventuali controlli.

Su queste misure il Garante della Privacy invita tutti gli operatori del settore e tutti i soggetti interessati ad inviare, entro il termine di 60 giorni, le proprie osservazioni in modo da trovare una soluzione equa tra la produttività delle imprese e la tranquillità degli utenti.