Tablet, e-readers, smartphone: sono questi gli strumenti più adatti per combattere la dislessia e permettere ai bambini affetti da questo disturbo dell'apprendimento di imparare più velocemente e con meno difficoltà. È il parere di alcuni ricercatori americani dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge secondo i quali per un bambino dislessico leggere su un tablet o un e-reader sarebbe molto meno impegnativo rispetto che su un classico libro cartaceo.

La dislessia è un disturbo specifico dell'apprendimento che si manifesta soprattutto nella difficoltà di lettura e di memorizzazione. Solo in Italia sono circa 350mila le persone affette da questo problema, ancora poco conosciuto e studiato e ancora troppo spesso ignorato, soprattutto da insegnanti e genitori.

Molti logopedisti sostengono che la dislessia non sia una patologia, ma soltanto una diversa modalità di apprendimento legata a una diversa modalità di fruizione delle informazioni. Un dislessico infatti, facendo fatica a leggere, impara meglio attraverso metodi di insegnamento che puntano su forme grafiche e schematiche.

Lo studio americano, condotto su un centinaio di dislessici, ha messo alla prova le capacità di apprendimento su carta o su device elettronico come un tablet o un e-reader. I risultati sono stati schiaccianti e hanno dimostrato come le performance degli utilizzatori del tablet fossero nettamente migliori di quelle degli utilizzatori della normale carta.

Il tablet ovviamente dà la possibilità di fruire le informazioni in molti modi diversi grazie all'interattività e alla multimedialità. Inoltre anche la semplice lettura è agevolata: con l'uso del tablet è possibile fare lo zoom su aree di testo e visualizzare piccole porzioni per concentrarsi su pochi vocaboli, per una lettura più semplice e senza distrazioni.

A maggio un ingegnere italiano ha creato il primo tablet dedicato proprio a quelle persone con disturbi come dislessia, disgrafia e discalculia. I tablet stanno cominciando anche a diffondersi nelle scuole e nelle università. È la fine dei vecchi quaderni e libri cartacei?