Vivere senza Wi-Fi, abbreviazione di Wireless Fidelity, la celeberrima connessione senza fili che ha conosciuto uno spaventoso successo in seguito all'introduzione e allo spopolamento degli smartphone e tablet nonché dei vecchi eppur utilizzatissimi pc, sembra oggi un'utopia. Studenti, turisti, pendolari, lavoratori utilizzano costantemente la rete wireless per connettersi a Internet ed avere qualsiasi tipo di informazione il più rapidamente possibile.

La velocità dell'accesso all'informazione e la possibilità di farlo a costi irrisori ne fanno uno strumento indispensabile per tutti, dai locali pubblici alle abitazioni private. Ma il rovescio della medaglia è rappresentato dai rischi per la salute, causati dalle microonde pulsate che per ventiquattro ore al giorno senza interruzioni si aggiungono alle onde elettromagnetiche emesse da cellulari e webcam. Queste microonde colpiscono non soltanto gli utilizzatori, ma chiunque si trovi nei paraggi della connessione, volente o nolente.

Quali sono i rischi per la salute? Secondo il Centro Tutela Consumatori Utenti, si va da effetti immediati come perdita di concentrazione, mal di testa, stanchezza, danni embrionali e modificazioni del dna cellulare a effetti attesi a medio-lungo termine quali disturbi al sistema nervoso, demenza precoce e rischi cancerogeni. Il Consiglio d'Europa invita gli stati europei a intervenire per diminuire l'esposizione a questo inquinamento invisibile e pervasivo, rivolgendosi in particolare alle scuole e sottolineando tale pericolosità soprattutto per ragazzi in età scolare.

Cosa possiamo fare noi? Se rinunciare al collegamento Internet è obiettivamente impensabile, ridurre l'utilizzo di connessioni senza fili può essere un primo passo, preferendo sia in ambito pubblico che privato reti via cavo. O in alternativa, se viviamo in un condominio, proporre un'unica rete Wi-Fi con spegnimento automatico notturno rappresenta un buon compromesso tra comodità e salute, tra "fidelity" al sistema senza fili e "fidelity" nei confronti del proprio organismo.