Antonio Migliardi, responsabile delle risorse umane del gruppo Telecom Italia, controllato da Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Generali, ha illustrato in occasione di un incontro con i sindacati un piano di ristrutturazione aziendale che prevede la "riorganizzazione della società attraverso un recupero di efficienza strutturale". Traducendo dal linguaggio economico-finanziario a quello dell'uomo della strada dovremmo dire semplicemente "prepariamoci a nuovi annunci di esuberi e a nuovi tagli di personale". A riportare la notizia è Il Fatto Quotidiano.

Dalla nota congiunta dei sindacati di categoria di CGIL, CISL e UIL sull'incontro svoltosi, si evince con chiarezza che Migliardi si prepara a varare, nel triennio 2013-2015, un'azione di taglio del personale per complessive 2.750 unità lavorative. La nuova politica di gestione finanziaria portata avanti con l'uso del machete dunque non accenna a diminuire, anzi, c'è la netta sensazione che, nelle ultime settimane, le iniziative in tal senso vadano quasi a moltiplicarsi giornalmente.

Il taglio del personale da parte di Telecom Italia rientra nel più generale piano di riduzione dei costi per complessivi 1,3 miliardi di euro, da spalmare nel prossimo triennio in base a questo iter programmato: 400 milioni nel 2013, 300 milioni nel 2014 e 600 milioni nel 2015. La ipotizzata vendita di LA7 da parte di Telecom non sembra minimamente incidere sul piano di riduzione dei costi approntato da Migliardi e dai vertici dell'azienda.