Le novità nel campo della telefonia fissa erano state annunciate dall'Ad Telecom Italia Paduano in occasione dell'incontro annuale con le Associazioni dei consumatori del 15 gennaio.

Già in quella sede le associazioni avevano espresso tutto il loro timore per una strategia un po'contraddittoria: da una parte puntava a far sì che i consumatori tornassero a chiamare dal fisso poiché sarebbe diventato più conveniente, dall'altra proprio sul fisso prevedeva una serie di rincari, così come preannunciati dall'azienda, a partire dal canone fino al livellamento del costo chiamate.

Il 15 gennaio scorso, Telecom annunciava ai consumatori che il costo delle chiamate da rete fissa sarebbe passato a 5 cent/minuto (dagli attuali 9,90 cent/min da rete fissa a mobile) e 1,90 cent/minuto per tutte le chiamate urbane e interurbane da fisso su fisso.

Lo scatto alla risposta scenderebbe a 5 cent rispetto agli attuali 7,94. In media, con queste nuove condizioni si avrebbe un risparmio pari al 50%, ma solo dopo aver superato le prime 3 ore di conversazione.

La brutta notizia però è che il canone passa dagli attuali 16,64 a 17,40 mensili, tranne per i possessori di social card.

La tariffazione, come tutti sanno, rientra nella piena libertà degli operatori . La nuova manovra tariffaria proposta da Telecom, in quanto incumbent, però è sottoposta a precisi controlli preventivi da parte di Agcom, sia sul fronte della non discriminazione che della parità di trattamento e dell'effettiva ricaduta della proposta tariffaria sugli utenti finali.

È su questo fronte che preannunciano battaglia le associazioni consumatori, le quali hanno presentato un documento all'Agcom, lamentando il fatto che in questo modo Telecom determinerà un aumento delle chiamate sul fisso di circa il 163%; aumento successivo a quello già avvenuto a luglio del 2012, quando il prezzo era passato da 0,70 cent/min agli attuali 1,90.

Inoltre, se a tutto ciò sommiamo l'inflazione e l'aumento dell'Iva che dal luglio 2013 salirà al 22% , per le associazioni questa stangata diventerebbe insostenibile per le famiglie. Troppo per i consumatori, che questa volta si appellano compatti all'Autorità di settore chiedendo fortemente a Telecom Italia di far fare un passo indietro.

Insomma, sugli aumenti del canone e sul livellamento delle tariffe sembra che sia ancora tutto da vedere e potrebbero esserci clamorose sorprese.