Guardando solo i numeri, Apple non poteva aspettarsi una migliore chiusura per il 2012. Nelle ultime 13 settimane dell'anno la società di Cupertino ha fatturato 54,5 miliardi di dollari, facendo così registrare il miglior risultato trimestrale di sempre. A questo risultato si accompagnano i 13,1 miliardi di dollari di utile netto e un margine lordo del 38% circa. Anche sotto il profilo delle vendite, le cifre diffuse da Apple fanno impallidire: 47,8 milioni di iPhone venduti (+30% circa rispetto al 2011), 22,9 milioni di iPad (+40% rispetto all'anno precedente), 4,1 milioni di Mac e 12,7 milioni di iPod (gli unici due prodotti in calo rispetto all'anno precedente).

Tutto farebbe pensare, insomma, ad una società in piena salute e pronta a competere su ogni fronte con le dirette concorrenti, Samsung e Google in testa. Ma non la pensano in questo modo gli analisti e gli investitori di Wall Street. Nelle contrattazioni after-hours di mercoledì 23 (dopo l'annuncio dei risultati), il titolo è arrivato a perdere fino al 10%. Ma la giornata borsistica non è stata di certo migliore e, nel giro di appena 24 ore, il titolo Apple ha fatto registrare un calo percentuale del 12,35%, equivalente ad un calo di 63,5 dollari. Ora le azioni della Mela valgono poco più di 450 dollari, esattamente la stessa quotazione che faceva registrare un anno fa. Sono lontani i tempi in cui Il titolo della Mela navigava a vele spiegate oltre la soglia dei 700 dollari e qualche analista azzardava un prezzo-target di 1.100 dollari per azione.

A pesare su Apple sono soprattutto due dati e una previsione. Agli analisti non è andato giù né il dato dell'utile netto né quello del margine lordo. Entrambi sono al di sotto delle aspettative della maggior parte degli analisti indipendenti di Apple; in particolare il margine lordo viene considerato molto deludente, essendosi attestato al di sotto del risultato fatto registrare nel 2011. Ma a preoccupare ancora di più gli analisti sono le prospettive di vendita dell'iPhone 5. Per molti il primo smartphone dell'era post-Jobs è stato un flop, tanto che Apple starebbe tagliando gli ordinativi di componenti dall'Estremo Oriente. A leggere le cifre non sembrerebbe, ma nel comunicato diffuso da Apple si fa un generico riferimento agli iPhone venduti, senza scorporare il dato di vendita per i vari modelli.

Per questo le previsioni sul titolo Apple restano piuttosto contrastate. Secondo il sito Fortune, da qui ad un anno la quotazione potrebbe variare da un massimo di 660 dollari (comunque al di sotto del massimo dei 700 dollari raggiunto lo scorso settembre) ad un minimo di 440 dollari.