La fine dell'anno spinge, quasi sempre, a fare un bilancio dei dodici mesi appena trascorsi; analizzando tutti gli avvenimenti che hanno riguardato il mondo della tecnologia cerchiamo di raccogliere in poche righe tutti i "fallimenti" del 2012.

Sappiamo tutti che il mondo hi-tech si misura in flop e grandi successi, non esistono le mezze misure; a proposito di flop come non citare la Apple che con il suo nuovo servizio di Mappe per iOS 6 sembrava poter finalmente spiccare il volo. Purtroppo, però, il servizio si è rivelato un vero e proprio fallimento tanto da essere dichiarato "pericoloso" dalla polizia australiana dopo che alcuni motociclistici si erano persi nel deserto proprio per seguire le indicazioni delle mappe. La caduta ha portato polemiche e gli inevitabili commenti degli scettici secondo cui "con Steve Jobs non sarebbe mai successo", ma soprattutto la dimostrazione che i più bravi possono sbagliare.

L'azienda di Cupertino, però, non è stata l'unica a cadere in questo 2012; come non menzionare la Rim, l'azienda che doveva riscattare un 2011 pessimo grazie al lancio del nuovo BlackBerry 10, recuperando cosi il terreno perso e colmando il gap venutosi a creare con gli smartphone. Dopo diversi rinvii, lo stiamo ancora aspettando e le chance che il lancio avvenga a breve non sembrano molto alte. Non è andata sicuramente meglio a Google, che con il suo Nexus Q ha fatto un bel buco nell'acqua, né tantomeno a Zynga, il leader dei social gaming che sembrava avviato verso un futuro brillante ma che si è arenato sul più bello, facendo registrare disastri finanziari impensabili.

Un capitolo a parte lo meritano Facebook e Instagram. Lo scorso maggio il colosso di Mark Zuckenberg era approdato in borsa con un'offerta iniziale fissata a 38 dollari per titolo. Si pensava ad un grosso boom ma dopo un giorno di pareggio le azioni sono iniziate a crollare fino ad arrivare a 17 dollari. Nonostante la risalita sul mercato delle azioni lo scivolone ha lasciato pesanti dubbi sul business legato ai social network. Per quanto riguarda il "fratello minore di Facebook", Instagram, il discorso è un pochino diverso; durante l'anno ha fatto registrare ottimi risultati diventando una delle app più utilizzate, salvo poi darsi la zappa sui piedi con le nuove norme di privacy e copyright prima annunciate e poi, un po' troppo paciosamente per essere credibili, prima smentite e poi annullate del tutto.