Non c'è crisi che tenga: il mercato dell'hi-tech in genere e degli smartphone in particolare continua a tirare come non mai. La conferma arriva dall'Interbrand top global brands of the year, una classifica stilata annualmente per stabilire quale siano le società dal maggior valore commerciale nel mondo. La classifica viene stilata tenendo in considerazione tre fattori: la performance finanziaria, il ruolo che il brand gioca nell'influenzare le opinioni dei consumatori e la forza del brand nel chiedere ai consumatori di pagare un prezzo maggiorato per i suoi prodotti.

La classifica per il 2012 è guidata da Coca Cola, che conferma la leadership dello scorso anno con un valore di quasi 78 miliardi di dollari ed un incremento dell'8% rispetto al 2011. La vera protagonista della classifica 2012, però, è Apple, che dall'ottava posizione del 2011 balza al secondo posto, con un incremento nel valore del brand del 129%. La società di Cupertino vale ora 76,5 miliardi di dollari e tallona ormai da vicino la Coca Cola. A completare il podio c'è IBM: Big Blue perde una posizione in classifica, nonostante l'aumento di valore dell'8% che la porta ad un valore totale di 75,5 miliardi di dollari.

Google mantiene la quarta posizione grazie ad un incremento del 26% rispetto allo scorso anno e ad un controvalore di 69,7 miliardi di dollari. Alle sue spalle, per una top 5 quasi completamente monopolizzata dall'hi-tech, c'è Microsoft: la casa di Redmond perde un 2% (e due posizioni) rispetto allo scorso anno e si attesta su un valore di 57,8 miliardi di dollari. Samsung fa il suo ingresso nella top 10 alla nona posizione, con un incremento di valore rispetto al 2011 del 40% (seconda miglior prestazione percentuale dopo Apple) per un valore di 32,9 miliardi di dollari.

Per Interbrand, nonostante sia passato già un anno dalla sua scomparsa, il carisma di Steve Jobs influenza ancora i risultati della società. Gran parte dell'incremento fatto registrare da Apple rispetto al 2011 sarebbe da accreditare proprio all'ex-guru della Mela Morsicata. Per Interbrand Jobs ha avuto un ruolo determinante nell'umanizzare Apple, nel far sì che i consumatori si sentissero a loro agio nell'utilizzare prodotti Apple; sapeva che un brand, per avere successo, deve collegare un business ad emozioni e sentimenti. Il mercato, conclude Interbrand, potrebbe anche mutare se Apple non fosse più in grado di mettere in commercio prodotti percepiti come una sorta di status symbol, ma allo stato attuale delle cose sembra difficile prevederlo.