I progettisti del colosso di Cupertino hanno rimosso da iOS 6 l'Udid - il codice univoco che agevolava la tracciabilità degli utenti - implementando in sua vece il sistema IFA ("Information for Advertisers", "Informazioni per gli Inserzionisti"), un protocollo meno invasivo del precedente progettato per proteggere in modi più sofisticati i dati dei propri utenti.

Tra i due sistemi scorre un vero e proprio abisso: la circostanza per la quale l'Udid non risultava eliminabile aveva infatti scatenato pesanti critiche da parte di migliaia di utenti impossibilitati a limitare il tracking, cioè a dire il tracciamento delle informazioni personali immagazzinate nelle app dal contenuto pubblicitario, tematico e geolocalizzato. Grazie al nuovo protocollo IFA, gli utenti potranno invece modificare le impostazioni di riferimento ed esercitare l'opt-out, rendendo così irrintracciabili i propri dati.

Di fatto l'IFA si caratterizza per l'essere un immane "contenitore" virtuale nel quale vengono immagazzinati dati relativi al come e al dove si utilizza il dispositivo iOS, dati impiegati poi per destinare contenuti pubblicitari costruiti ad hoc e basati sul profilo di riferimento ascrivibile all'utente medesimo.

Da Cupertino hanno realmente reso effettiva per l'utente la possibilità di esercitare l'opt-out (la funzione di non tracciabilità), ma tramite un'abile mossa hanno inserito la relativa opzione all'interno di sottomenu ai quali si accede dalle impostazioni di base, evitando per converso di immetterla al di sotto della voce "Privacy", laddove cioè a dire ogni utente si sarebbe intuitivamente recato per attivare la funzionalità stessa.

Come tuttavia evidenziato da Repubblica.it, a breve gli sviluppatori Apple immetteranno l'opzione al di sotto della voce "Privacy", il tutto per evitare di scatenare ulteriori critiche provenienti dalle associazioni dei consumatori.