Slitta al 23 ottobre il termine massimo per comunicare all'anagrafe tributaria i dati riguardanti i contratti telefonici, fissi, mobili e satellitari, sia per le utenze domestiche che pubbliche. Lo ha comunicato oggi l'Agenzia delle entrate, che accoglie così le richieste avanzate dagli operatori di telefonia per effettuare tutti gli adeguamenti tecnici necessari.

Inizialmente, infatti, la scadenza per l'invio dei dati relativi ai contratti telefonici era stata fissata al 30 settembre 2012. Una direttiva che prendeva le mosse da un altro provvedimento risalente al 18 aprile 2012 e che mirava ad ampliare il numero dei soggetti tenuti ad effettuare le comunicazioni. I dati si riferiscono ai contratti di servizi di telefonia fissa, mobile e satellitare e contengono informazioni relative alle utenze esistenti, ai consumi fatturati e al credito del traffico telefonico sia ad uso pubblico che domestico e non soltanto dell'area "business", come stabiliva il provvedimento iniziale.

L'occhio del Fisco spierà, dunque, le nostre chiamate: se i dati relativi alle utenze domestiche gli permetteranno di conoscere le generalità dei cittadini, i contratti di telefonia mobile gli consentiranno di individuare il credito telefonico acquistato nel corso dell'anno.