Oltre 17 mila sono state le segnalazioni e denunce ricevute da cittadini, associazioni di consumatori, studi legali, enti privati ed organismi pubblici. Le regioni dove il servizio offerto è stato più scadente e/o dove risiedono i cittadini e le organizzazioni più attenti alle manchevolezze delle aziende, sono Lombardia, Lazio e Campania, da dove provengono il 43% delle lamentele totali.

La compagnia di telefonia più presa di mira è Telecom Italia, tenuto anche conto della predominanza che riveste sul mercato. Seguono Teletu, Wind fisso, Fastweb fisso, Vodafone fisso, TIM, H3g, Vodafone mobile, Tiscali, Wind Mobile, BT, Sky, RTI (Mediaset) e Fastweb Mobile. Poco significativi i reclami relativi alle altre aziende di minor dimensione.

In aumento le denunce relative alle procedure di migrazione delle utenze fisse e all'attivazione di servizi non richiesti, con particolare riferimento alla fornitura di contenuti in abbonamento su terminali mobili. Aumentate anche le denunce riguardanti disattivazioni non richieste di servizi, inosservanza degli obblighi di trasparenza e corretta informazione agli utenti, disservizi nella portabilità del numero mobile, non conformità alle disposizioni della legge n. 40/2007 in materia di costi di recesso. Per le pay-tv, aumentati i casi di mancata disattivazione a fronte della volontà dell'utente di recedere dal contratto di abbonamento precedentemente sottoscritto. In diminuzione, invece, le denunce riguardanti la fatturazione anomala (cd. bill shock).

Ma la maggior parte delle denunce si sono rivelate, a quanto sembra, infondate, se gli uffici competenti dell'Autorità hanno ritenuto di proporre soltanto 205 provvedimenti sanzionatori, di cui soltanto 69 culminati in effettive sanzioni, nei confronti di 17 operatori.

Compagnie telefoniche e pay-tv: luci ed ombre nella relazione Annuale Agcom

L'Autorità Garante delle Comunicazioni ha reso noti i dati 2011 sull'attività di vigilanza effettuata nell'ambito delle comunicazioni elettroniche e della televisione a pagamento

Oltre 17.000 sono state le segnalazioni e denunce ricevute da cittadini, associazioni di consumatori, studi legali, enti privati ed organismi pubblici. Le regioni dove il servizio offerto è stato più scadente e/o dove risiedono i cittadini e le organizzazioni più attenti alle manchevolezze delle aziende, sono Lombardia, Lazio e Campania, da dove provengono il 43% delle lamentele totali.

La compagnia di telefonia più presa di mira è Telecom Italia, tenuto anche conto della predominanza che riveste sul mercato. Seguono Teletu, Wind fisso, Fastweb fisso, Vodafone fisso, TIM, H3g, Vodafone mobile, Tiscali, Wind Mobile, BT, Sky, RTI (Mediaset) e Fastweb Mobile. Poco significativi i reclami relativi alle altre aziende di minor dimensione.

In aumento le denunce relative alle procedure di migrazione delle utenze fisse e all'attivazione di servizi non richiesti, con particolare riferimento alla fornitura di contenuti in abbonamento su terminali mobili. Aumentate anche le denunce riguardanti disattivazioni non richieste di servizi, inosservanza degli obblighi di trasparenza e corretta informazione agli utenti, disservizi nella portabilità del numero mobile, non conformità alle disposizioni della legge n. 40/2007 in materia di costi di recesso. Per le pay-tv, aumentati i casi di mancata disattivazione a fronte della volontà dell'utente di recedere dal contratto di abbonamento precedentemente sottoscritto. In diminuzione, invece, le denunce riguardanti la fatturazione anomala (cd. bill shock).

Ma la maggior parte delle denunce si sono rivelate, a quanto sembra, infondate, se gli uffici competenti dell'Autorità hanno ritenuto di proporre soltanto 205 provvedimenti sanzionatori, di cui soltanto 69 culminati in effettive sanzioni, nei confronti di 17 operatori.