L'Italia è solo al 29esimo posto per penetrazione della banda larga fissa e addirittura al 35esimo per quanto riguarda quella mobile. E' quanto emerge dal report "State of the Broadband 2012", il documento in cui la Broadband Commission dell'Onu fotografa, nazione per nazione, la situazione della banda larga a livello mondiale e i progressi fatti per garantire a tutti l'accesso a internet.

Lo studio è stato presentato al sesto meeting della Broadband Commission, che si è svolto a New York lo scorso 23 settembre, in occasione della 67esima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il report si basa su indagini statistiche condotte dall'ITU (International Telecommunication Union), l'organo delle Nazioni Unite preposto allo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e comunicazione, e su interviste, contributi e materiali raccolti da più di venti esperti e dalle loro organizzazioni. Con questo sistema sono state esaminate le economie di 177 nazioni rispetto all'impatto economico, la penetrazione, la politica nazionale riguardo alla banda larga, la disponibilità dell'accesso a Internet per i singoli cittadini e nelle abitazioni.

Il report ha messo in luce che la possibilità di accedere ad internet da casa è aumentata durante lo scorso anno, ma il numero di persone che possono accedere alla rete rimane ancora piuttosto basso. Secondo gli analisti dell'Itu potrebbe essere proprio la banda mobile a dare la spinta in questo senso, come dimostra il fatto che a fine 2011 gli abbonamenti in mobilità registrati sono stati il doppio rispetto a quelli per la rete fissa.

Tuttavia il ritardo italiano nella diffusione della banda larga rimane ancora molto forte: nel nostro Paese sono attivi, per la banda larga fissa, 22,8 contratti ogni cento persone. Il Paese dove la banda larga è più diffusa, a livello domestico, è invece il Liechtenstein, con 71,6 abbonamenti ogni cento abitanti, seguito dal Principato di Monaco, con 44,2 abbonamenti.

Ancora più grave la situazione della banda larga mobile, dove l'Italia si posiziona al 35esimo posto, con 31,3 cittadini connessi su 100. A guidare la classifica i Paesi asiatici: a Singapore la diffusione è del 110,9%, in Corea del 105,1% e in Giappone del 93,7%. Anche l'utilizzo di Internet da parte di singoli utenti non è molto diffuso nel nostro Paese: solo poco più della metà della popolazione (il 56,8%) accede a Internet, mentre in Islanda raggiunge il 95%, in Norvegia il 94% e nei Paesi Bassi il 92,3%.

Lo studio sottolinea, infine, l'importanza di una partnership tra pubblico e privato per accelerare il cambiamento e sviluppare la banda larga, al fine di raggiungere i Millennium Development Goals (MDG), i nuovi obiettivi fissati dagli stati membri dell'ONU per il 2015.