Da un'attenta ricerca eseguita dalla Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) sono emersi dei risultati davvero interessanti che vanno a capovolgere completamente i pregiudizi sul panorama digitale nei confronti della pirateria online. Il diffondersi in maniera capillare di internet adsl sembra aver portato benefici anche al mondo della discografia.

I risultati dell'indagine, pubblicati anche sul sito ufficiale dell'organo che tutela e promuove le attività connesse all'industria discografica, riguardano il primo trimestre 2012 e vanno a sottolineare una crescita di download e streaming pari al 43%, per un fatturato che rappresenta un terzo del mercato musicale italiano. I download legali equivalgono al 61% dell'intero fatturato digitale (10,9 milioni di euro).

Come i brani singoli (+48%), anche gli album entrano nella sfera positiva (+31%) e gli incassi derivanti dal video streaming sono il doppio rapportati allo stesso trimestre del 2011.

Dal 2010 c'è stata una crescita progressiva e le previsioni per il 31 dicembre 2012 promettono di considerare un fatturato del comparto digitale superiore ai 30 milioni di euro.

A rallentare quello slancio in più, è proprio la normale vendita di CD musicali (-23%) che porta il giro d'affari dei supporti tradizionali a 35,7 milioni di euro, cioè il doppio dei 17,8 milioni complessivi realizzati invece da download e streaming.

Fase positiva quindi per il download legale, ma lo stesso non si può dire della pirateria "offline" di materiale soggetto a copyright. Infatti, da come riporta una nota della RIAA (Recording Industry Association of America), il 65% dell'acquisizione musicale avviene al di là della soglia della legalità con una diminuzione costante degli scaricamenti tramite il protocollo P2P ma sono invece in aumentano (+6% tra il 2010 e il 2011) gli scambi di persona.