Ipv4 addio. Dal 6 giugno entrerà in vigore il nuovo protocollo per l'assegnazione degli indirizzi IP, l'Ipv6. L'IP è un codice numerico assegnato a ogni dispositivo capace di connettersi alla rete. La continua proliferazione di computer, tablet e smartphone che stanno ormai superando le tradizionali connessioni di internet adsl, ha reso necessario un incremento del numero di indirizzi disponibili. Gli attuali 4,3 miliardi di indirizzi presenti non potrebbero coprire neanche i 7 miliardi circa di abitanti della terra, per cui sarebbe impossibile sostenere una moltiplicazione dei dispositivi connessi.

Già da tre anni ormai i sistemi operativi si sono preparati alla transizione che, per questo, non dovrebbe creare alcun problema agli utenti. E' possibile che alcuni software, come Windows XP possano richiedere un aggiornamento o che gli hardware più vecchi possano incontrare, nel tempo, qualche inconveniente. Tuttavia, per verificare l'efficienza del proprio sistema, è sufficiente consultare online una delle pagine di test (http://test-ipv6.com). Inoltre i principali fornitori di servizi Internet, come Google e Facebook e i produttori di hardware si sono preparati da tempo al passaggio all'IPv6 e stanno incoraggiando le imprese e gli individui a compiere la transizione, per semplificare il dialogo tra reti e dispositivi.

In questo modo le previsioni elaborate dal Cisco, secondo cui nel 2016 le connessioni saliranno a circa 18,9 miliardi e gli utenti connessi a internet saranno 3,4 miliardi, non riescono più a spaventare. Probabilmente per qualche tempo non ci sarà più bisogno di aggiornamenti, anche se il progresso tecnologico lascia presupporre una crescita esponenziale degli oggetti collegati alla rete. Non solo i telefoni, i tablet e i computer, ma forse anche i comuni elettrodomestici, dai frigoriferi agli impianti d'allarme, potranno accedere ad internet.