La scorsa notte, alle 2 e un minuto, il nuovo Ipv6, il protocollo per l'assegnazione degli indirizzi IP, ha definitivamente sostituito il vecchio Ipv4, ormai troppo saturo per i circa 4 miliardi di device connessi. Il vertiginoso aumento dei dispositivi mobili ha reso, infatti, necessario un maggior numero di indirizzi Ip, poiché i precedenti (4,3 miliardi) non sarebbero riusciti a coprire neanche i 7 miliardi circa di abitanti della terra. Sarebbe stato, dunque, impossibile affrontare la moltiplicazione dei dispositivi connessi prevista dal Cisco, secondo cui nel 2016 le connessioni saliranno a circa 18,9 miliardi e gli utenti connessi a internet saranno 3,4 miliardi.

Nonostante gli allarmi diffusi ormai da un anno, la transizione non dovrebbe creare alcun problema agli utenti. Infatti la fase di sperimentazione ha permesso in tre anni ai principali sistemi operativi e fornitori di servizi Internet, come Google, Youtube, Facebook, Bing e Yahoo, di prepararsi all'evento. Il passaggio sarà molto graduale: l'obiettivo per giugno è di trascinare l'1% della rete sul nuovo internet, ma intanto i sistemi continueranno a funzionare in parallelo sui due protocolli.

Con il nuovo Ipv6 si avranno a disposizione trilioni di combinazioni, esattamente 340 sestilioni, una quantità capace di supportare la moltiplicazione dei dispositivi mobili connessi alla rete. Ma non si tratta dell'unica novità. La disponibilità di un numero infinito di Ip apre le porte al cosiddetto "internet degli oggetti". Infatti l'Ipv6 permetterà di dare un numero di collegamento al network mondiale a tutti gli oggetti in grado di connettersi a internet. Tra questi, accanto ai tradizionali pc, cellulari e tablet, vi saranno anche frigoriferi, lavatrici, frullatori, automobili e persino occhiali per la realtà aumentata.