L'invadenza del telemarketing è un vero e proprio flagello per moltissimi cittadini. Tutti siamo stati importunati da chiamate (nella maggior parte dei casi sul telefono fisso) che raggiungono le persone per proporre contratti di qualsiasi genere, molte volte a ore improbabili della sera. Obiettivo delle aziende di telemarketing è prendere per sfinimento l'utente, che molto spesso cede. Proprio per contrastare questo fastidioso fenomeno dilagante, a gennaio 2011 è stato istituito il Registro delle Opposizioni, iscrivendosi al quale tutti gli abbonati agli elenchi telefonici che non vogliono più ricevere chiamate dal telemarketing possono opporre la propria volontà. L'iscrizione è gratuita e può essere effettuata mediante richiesta sul sito web, telefonicamente ad un apposito numero verde, via raccomandata, fax o email. Ma come funziona esattamente?

Tramite il Registro Pubblico delle Opposizioni si intende raggiungere un corretto equilibrio tra le esigenze dei cittadini che hanno scelto di non ricevere più telefonate commerciali e le esigenze delle imprese che in uno scenario di maggior ordine e trasparenza potranno utilizzare gli strumenti del telemarketing. L'abbonato potrà iscriversi al Registro se non desidera più essere contattato dagli operatori di telemarketing, in caso contrario varrà il principio del "silenzio assenso". Il punto fondamentale, però, sta nel fatto che l'entrata in vigore del Registro Pubblico delle Opposizioni obbliga l'operatore a registrarsi al sistema e a comunicare la lista dei numeri che intende contattare, pena incorrere nelle sanzioni previste dal Codice della Privacy.

Tutto ciò non sembra, comunque, essere stato sufficiente per contrastare il fenomeno del telemarketing "selvaggio". Le associazioni dei consumatori, come il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti, ricevono ancora moltissime denunce e lamentele a riguardo e il Garante della Privacy è da poco intervenuto per la violazione delle nuove norme sul telemarketing da parte di ben tre società.