Qualche giorno fa Facebook ha portato a termine l'acquisto di Instagram, società di specializzazione nella condivisione di foto on line, per un miliardo di dollari. Il fondatore del social network più importante al mondo, Mark Zuckerberg, ha dichiarato: "Per anni abbiamo cercato di focalizzare la nostra esperienza nella condivisione di foto di amici e familiari. Adesso saremo in grado di lavorare più da vicino con la squadra di Instagram per offrire la migliore esperienza nella condivisione di bellissime foto sui cellulari, grazie a internet mobile".

Inoltre, Zuckerberg, parlando dell'acquisizione di Instagram la definisce "un'importante pietra miliare per Facebook, perché è la prima volta che acquistiamo un prodotto e una compagnia con così tanti utenti. Non abbiamo in programma molte altre azioni del genere, anzi probabilmente non ne faremo più". Ma allora quali sono le motivazioni profonde che hanno portato il numero uno di Facebook a pensare e concludere un'operazione mai realizzata prima dall'azienda statunitense?

Sembra che molti, anche all'interno dell'azienda Facebook, si siano opposti all'acquisto di Istagram e che Mark Zuckerberg abbia fatto valere la sua posizione di forza, essendo in possesso del 57% dei diritti di voto del consiglio di amministrazione pur controllando nominalmente non più del 28,4% del capitale. Diversi esperti del mercato, inoltre, avevano quotato il valore di Istagram intorno ai 500 milioni di dollari, vale a dire la metà di ciò che ha sborsato Zuckerberg che si "giustifica" affermando: "La capacità di fornire la migliore condivisione di foto è una delle ragioni per cui così tante persone amano Facebook e sappiamo che varrà la pena mettere insieme due compagnie come le nostre".

L'ambiente, comunque, sembra soffrire il fatto che decisioni aziendali strategiche come questa siano concentrate nelle mani di un solo uomo , Zuckerberg per l'appunto, anche alla luce del fatto che Facebook debutterà in Borsa il prossimo 17 maggio, salvo ulteriori rinvii, con un collocamento preannunciato che si dovrebbe attestare attorno ai 10 miliardi di dollari (l'azienda ne vale complessivamente 100 milioni), il piu' importante della storia di internet. Tensione, quindi, all'interno dell'azienda a stelle e strisce, anche se forse il suo "boss", ancora una volta, potrebbe aver interpretato correttamente l'indirizzo futuro del mercato.

Instagram, infatti, non è solo un'applicazione per modificare le foto dei cellulari, ma presenta anche le cartatteristiche di sharing proprie di un social network e l'integrazione con Facebook sembra cosa naturale. Sarà forse per i "numerosi utenti" dell'applicazione che Zuckerberg ha imboccato questa strada?