Quante volte e a quante persone è capitato di dover cambiare operatore telefonico e di scontrarsi, conseguentemente, con interminabili difficoltà, ostacoli e quant'altro? Le innumerevoli denunce presentate dagli utenti all'Agcom parlano chiaro: la situazione è critica sia per problemi tecnici che per scorrettezze.

Ricordiamo che da gennaio 2012 gli utenti hanno diritto a indennizzi in caso di disservizi o di azioni in malafede da parte di chi eroga il servizio. Un esempio lampante, come riporta il Sole24Ore on line su dati Agcom, è il cambio di operatore di telefono fisso. Ancora di recente, infatti, si sono riscontrati moltissimi problemi, con persone che rimangono anche un mese senza linea telefonica. In questo caso, secondo la normativa vigente, il cambio dovrebbe durare al massimo cinque giorni, senza perdita del servizio.

Un'altra lamentela molto frequente che arriva alla'Autorità Garante per le Comunicazioni, è legata al rischio di cambiare operatore se si ha una linea Adsl. Spesso, infatti, capita che il nuovo operatore sia in grado di attivare solo la linea voce ma non internet Adsl perché la centrale telefonica della zona è satura. In questo caso, il cliente deve tornare sui suoi passi e pagare un nuovo costo di attivazione. Cosa assai ingiusta visto che i disguidi non dipendono affatto da situazioni o comportamenti dell'utente.

Al consumatore, per i casi citati ad esempio e non solo, non resta che richiedere gli indennizzi. I rimborsi sono previsti anche per la ritardata attivazione del servizio e per l'eventuale perdita del numero di telefono (nei casi in cui ci si ritrovi senza linea), per il telemarketing aggressivo e l'attivazione di servizi non richiesti (come la segreteria telefonica). Fare valere i propri diritti da utente è, quindi, consigliabile anche se, come sempre, richiederà tempi burocratici più o meno lunghi.