Da quando fu lanciato, nell'ormai lontano 2004, Facebook ha visto aumentare in maniera esponenziale, anche grazie a internet adsl e a fibra ottica, i suoi iscritti e questi ultimi, di norma, hanno registrato negli anni una crescita vertiginosa dei contatti annoverati sotto la voce "amici".

L'eccitazione portata da Facebook dipendeva dall'improvvisa messa in gioco della possibilità di riallacciare rapporti con vecchi compagni di scuola, parenti lontani, ex fidanzati/e e conoscenti. Successivamente, il trend è stato quello di curiosare, farsi i fatti altrui, tuffarsi in manie di protagonismo postando fotografie e video e creare contatti di lavoro con colleghi o collaboratori.

Ma quanto può considerarsi personale e intimo un mezzo usato in questa modalità, dove si è giudicati e controllati da centinaia o migliaia di contatti personali?

Uno studio presentato dalla società Pew Internet & American Life Project e realizzato dalla Princeton Survey Research Associated International, su un campione di 2277 statunitensi adulti, ha registrato una nuova tendenza: depennare dalla lista degli amici diversi nomi. Questo fenomeno è stato prontamente ribattezzato defriending ed è utilizzato dal 63% del campione analizzato. Come sottolinea l'azienda che analizza le reti sociali, Pew Internet &American Project, una progressiva necessità di privacy si sta, anno dopo anno, facendo largo nella lista di priorità dei cittadini.

Un brusco stop, quindi, dell'accettazione dello status di "amico" di Facebbok. In poche parole la lista infinita di amicizie ha perso appeal e fa quasi insospettire. Ma come si fa, ad esempio, ad essere amici di 500 persone? Ora, avere un elenco più selezionato e ristretto sembra, decisamente, essere più cool. D'altronde, era già da tempo, che secondo alcuni studi, gli utenti più colti e istruiti, avevano iniziato la pratica dell'unfiriend.