Le tecnologie, tradizionalmente, rappresentano un tallone d'Achille del nostro Paese. Il fatto che gli italiani siano un popolo poco tecnologico è quasi diventato un luogo comune, tuttavia, forse, non ci si è mai soffermati adeguatamente sulle cause di questa debolezza. L'"analfabetismo" digitale che caratterizza l'Italia non sembra tanto derivare dalla scarsa propensione alle tecnologie degli italiani, quanto alla mancanza delle infrastrutture necessarie perché la diffusione di internet sia possibile a tutti i cittadini.

Il digital divide nel nostro Paese presenta dei numeri preoccupanti. Guardando a i dati Eurostat diffusi a dicembre e i numeri della Commissione europea, emerge, infatti, che le case con accesso a una rete fissa di internet adsl sono solo il 62%, contro l'83% della Germania, il 76% della Francia, l'85% della Gran Bretagna, l'84% della Finlandia e il 91% della Svezia. Questo vuol dire che 4 famiglie su 10 in Italia non possono collegarsi a una rete fissa di internet adsl, perché mancano le infrastrutture che permettano una diffusione capillare sul territorio della banda larga.

Questo dato stona con il fatto che, in realtà, i servizi offerti on line da parte dell'amministrazione pubblica raggiungono il 100%. L'Italia, secondo i dati della Commissione Europea, sarebbe al primo posto per i servizi pubblici offerti sul web: dal 2009 la crescita è stata esponenziale, si è infatti passati dal 55,6% all'attuale 100%. Il problema, però, rimane a monte: per ora si hanno servizi, ma mancano i mezzi per raggiungerli.

Per risolvere il problema del digital divide ora è intervenuto anche il Governo. Con l'obiettivo di traghettare il Paese verso la "modernizzazione dei rapporti tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese", con l'articolo 50 del decreto sulle Semplificazioni, ha previsto la nascita di una "cabina di regia" per l'attuazione dell'Agenda digitale italiana. Questo provvedimento, in linea con gli obiettivi dell'Agenda europea, dovrà portare a uno sviluppo della banda larga e ultralarga, alla diffusione della rete dati delle amministrazioni, all'utilizzo del "cloud" e a una generale dematerializzazione dei documenti tra Pa e cittadini.

L'irrobustimento delle reti e la diffusione della banda larga per rete internet fissa rappresentano due obiettivi sostanziali per permettere a tutti di accedere ai servizi web e costituiscono due punti chiave anche per l'economia del nostro Paese. Appare chiaro, infatti, che l'Italia non possa rischiare di rimanere un Paese di serie B a causa della sua inferiorità nel campo digitale.