Ansia, panico, palpitazioni, senso di vuoto e depressione: sono solo alcuni dei sintomi della sindrome di "astinenza da media", che ha colpito centinaia di giovani che hanno provato a rinunciare per 24 ore ai loro devices tecnologici.

L'esperimento, chiamato The World Unplugged, è stato lanciato dall'Università del Maryland, che ha chiesto a circa mille giovani tra i 16 e i 23 anni provenienti dai cinque continenti di astenersi dall'uso di qualunque strumento elettronico per un giorno intero. Dagli Stati Uniti all'Uganda, dalla Cina al Regno Unito, in tutti i Paesi coinvolti i risultati sono stati sconvolgenti: rinunciare a cellulari, mp3, televisione, pc, eccetera, è stata un'enorme sofferenza per tutti, una sfida impossibile per molti. Oltre la metà dei ragazzi coinvolti non è infatti riuscito a portare a termine l'ardua impresa. Di più: la rinuncia a qualunque tecnologia si è tramutata, nel 79% dei casi, in sintomi in tutto e per tutto simili all'astinenza, da frustrazione e senso di solitudine ad attacchi di tachicardia.

Le testimonianze dei giovani che hanno partecipato alla ricerca sono state raccolte in un blog: "Ho provato sensazioni simili alla sindrome dell'arto fantasma, solo che riguardava il telefonino - racconta un ragazzo. - Lo sentivo vibrare ed ero sicuro di aver ricevuto qualche messaggio anche se non l'avevo con me". Un'immagine, quella dell'arto fantasma (in medicina, la sensazione di avere ancora una gamba o un braccio dopo che sono stati amputati) che ben riassume il modo in cui la maggior parte dei giovani percepisce le tecnologie, non come semplici strumenti, ma come una parte integrante della loro vita e della loro persona. "I media sono la mia droga, senza mi sentivo perso", racconta un altro partecipante all'esperimento, e qualcuno ammette: "Non sapevo letteralmente cosa fare di me stesso", e usa la parola "noia" per riassumere l'intera esperienza.

Oltre ai agli irriducibili dei mass media, che si sono sentiti svuotati dalla loro assenza, per fortuna c'è anche qualcuno che ha vissuto l'esperimento in modo positivo: il 21% dei ragazzi ha infatti dichiarato di aver ottenuto benefici dalla rinuncia a cellulare e affini, scoprendo che i rapporti con famigliari e amici diventavano subito più profondi e che, lontano dal flusso continuo di informazioni in cui ci immergono i media, "è possibile fare un sacco di altre cose di qualità". Per la grande maggioranza degli intervistati, però, le 24 ore lontano dai media hanno rappresentato "un giorno difficile… un giorno orribile".

Per chi soffre di dipendenza da media e non ha intenzione di disintossicarsi, l'unica soluzione è rimanere sempre connessi, scegliendo attraverso Supermoney, il portale per il confronto delle tariffe di internet, telefonia e cellulari, la formula più adatta alle proprie necessità di "techno-addict".

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