Un ragazzo legge il giornale online mentre sorseggia il suo caffè al bancone; una giovane donna controlla il suo facebook su una panchina del parco, mentre nel bar poco distante numerosi internauti navigano a più non posso tra un croissant e un panino: sono scene di ordinaria tecnologia in gran parte dei Paesi del mondo occidentale, ma in Italia no. Noi siamo in ritardo. Nel nostro Paese la diffusione del Wi-fi pubblico (internet senza fili) è ben lontana dal poter essere considerata "capillare".

La fotografia di un Paese arretrato sul piano tecnologico è stata scattata da Enter (hub digitale per la tecnologia e la comunicazione), che ha analizzato la quantità e la diffusione di hot spot in tutta Italia. Emerge così che la principale responsabilità di questo ritardo è da imputarsi alle regioni del Sud e ai tanti luoghi pubblici - bar, ristoranti, ma anche le scuole - che non si decidono a dotarsi di una rete senza fili.

La sproporzione tra le diverse zone d'Italia risulta evidente se si considera che i 5.097 hot spot esistenti sono concentrati soprattutto in cinque regioni: Lombardia (26%, con 1.328 hotspot), Lazio (13,1%, con 670), Emilia-Romagna (10,1%, con 518), Toscana (8,6%, con 438) e Veneto (7,1% con 363). Fanalini di coda in questa classifica sono Basilicata e Molise, che hanno rispettivamente docidi e sette postazioni di Wi-fi pubblico.

Il meridione risulta in ritardo anche nel rapporto tra popolazione e numero di hotspot. Per questo aspetto eccelle il Trentino Alto Adige, con un hot spot ogni 6.387 residenti, seguito dalla Lombardia (1/7.399 residenti). Simili, per densità, il Lazio (1/8.480 abitanti) e l'Emilia-Romagna (1/8.486 abitanti), al terzo e quarto posto. Poco distante ci sono la Toscana (1/8.516 abitanti, al quinto posto) e la Valle D'Aosta (1/8.524 abitanti, sesto posto).

Dopo queste regioni all'avanguardia, ci si scontra con l'estrema arretratezza del Sud. La Puglia risulta terzultima in classifica con un hot post i ogni 36 mila abitanti circa. La Calabria si piazza al 16esimo posto (1/24.504 abitanti). Un po' meglio la Sardegna (15esimo posto, 1/21.170 abitanti) e la Campania (14esimo posto, 1/20.225 abitanti). Chiudono l'elenco, anche in questo caso, la Basilicata e il Molise, che si schierano con un hot spot ogni 49 mila e 46 mila abitanti. Al Sud la regione più virtuosa è la Sicilia, con un rapporto di 1/17.883, mentre quella peggiore del Nord è il Piemonte con un hot spot ogni 18.682 abitanti.

I dati sulla diffusione del Wi-Fi rappresentano uno specchio di quanto l'Italia si avvicini all'Agenda Digitale Europea 2020: in questo momento siamo ben lontani dalla top 10 dei Paesi con il maggior numero di hot spot Wi-Fi (ci posizioniamo quattordicesimi, dietro Turchia, Taiwan e Hong Kong), pur essendo un Paese industrializzato oltre che una delle principali mete turistiche mondiali. Eppure "molte regioni a vocazione turistica non hanno ancora colto le potenzialità di una connessione diffusa", sottolinea Nicola Sciumè, amministratore delegato di Enter, "mentre le aree con più hot spot pubblici sono ancora lontane dai numeri fatti registrare all'estero".

In questo contesto, le istituzioni giocano un ruolo fondamentale: scuole e università devono al più presto colmare il gap che le separa dal resto d'Europa, con l'aiuto di pubbliche amministrazioni innovative e lungimiranti. Ma l'intervento del Governo è importantissimo anche sul piano delle normative: il ministero degli Interni deve comunicare le nuove regole per l'accesso Wi-fi, che influiranno sulla diffusione di internet soprattutto tra i piccoli esercenti, bar e ristoranti, anche questi in ritardo rispetto al resto del mondo. Per i caffè è prima l'Emilia-Romagna (39), seconda la Lombardia (32), terza la Toscana (31). Negozi e centri commerciali sono dotati di hot spot soprattutto in Lombardia (43), Lazio (33), Emilia-Romagna e Sicilia (21), e Toscana (20).

L'unica alternativa, per chi vuole essere sempre online, è procurarsi da solo una connessione a internet: con Supermoney, il portale per il confronto delle tariffe di telefonia e internet, è possibile valutare le offerte di molti operatori e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze. In attesa che anche da noi la rete senza fili pubblica diventi un realtà concreta.

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